La più complicata struttura esistente nell’universo

Michael Denton si è laureato in medicina alla Bristol University e possiede un dottorato di ricerca in biochimica ottenuto al King’s College di Londra; è stato ricercatore scientifico nel campo della biochimica e della genetica, ha tenuto e tiene conferenze in tutto il mondo.

Nel 1985 pubblica “Evolution: A Theory in Crisis” (“Evoluzione: una teoria in crisi”), un libro destinato a contribuire a quello che diventerà poi il movimento dell’Intelligent Design, movimento che ha poi elaborato e proposto la teoria scientifica oggetto della nostra divulgazione.

Vi proponiamo di seguito la traduzione di una parte del libro di Denton in cui viene mirabilmente descritta la più complicata struttura esistente nell’universo, la cui complessità non può essere paragonata a nessuna cosa mai realizzata o progettata dagli esseri umani: la cellula.

Nel farlo abbiamo pensato di abbinare alla complessità e all’arte presente nella cellula sia l’eccelsa capacità descrittiva di Michael Denton che la mirabile arte grafica di David Goodsell, uno scienziato artista molto famoso, in grado di creare opere tanto stupende quanto scientificamente accurate.

“Per avere un’idea della realtà della vita come l’ha rivelata la biologia molecolare dobbiamo ingrandire la cellula un miliardo di volte, fino a farle assumere un diametro di venti chilometri e a farla assomigliare a un gigantesco dirigibile abbastanza grande da coprire una metropoli come Londra o New York.

Ciò che vedremmo allora sarebbe un oggetto di ineguagliata complessità e adattabilità.

Sulla superficie della cellula vedremmo milioni di aperture, simili a portelloni di un’enorme astronave, aprirsi e chiudersi per consentire l’entrata e l’uscita di un flusso continuo di materiali.

Se entrassimo in una di queste aperture ci troveremmo in un mondo di tecnologia sopraffina e sbalorditiva complessità.

Vedremmo un’infinità di condutture e corridoi disposti in modo altamente organizzato che partono dal perimetro della cellula e si diramano in ogni direzione, alcuni verso la banca dati centrale che si trova nel nucleo, altri verso gli impianti di assemblaggio e gli stabilimenti di lavorazione.

Il nucleo stesso sarebbe una grande sfera del diametro di oltre un chilometro, simile a una cupola geodetica all’interno della quale vedremmo, ben impacchettati in gruppi ordinati, i chilometri di catene spiraliformi delle molecole di DNA.

Un’enorme varietà di prodotti e materie prime viaggerebbe lungo le molteplici condutture in maniera estremamente ordinata, entrando e uscendo da tutti i vari impianti di assemblaggio presenti nelle regioni periferiche della cellula.

Ci stupiremmo del livello di organizzazione necessario per far muovere tanti oggetti in tante condutture apparentemente infinite, tutti perfettamente all’unisono.
Intorno a noi, in qualunque direzione guardassimo, vedremmo macchine simili ad automi di ogni tipo.

Ci accorgeremmo che i più semplici componenti funzionali della cellula, le molecole proteiche, sono elementi straordinariamente complessi di macchine molecolari, composti ciascuno da circa tremila atomi disposti secondo una configurazione spaziale tridimensionale altamente organizzata.

Ci stupiremmo ancora di più osservando le attività straordinariamente specializzate compiute da queste bizzarre macchine molecolari, soprattutto se ci rendessimo conto che, nonostante tutta la conoscenza che abbiamo accumulato nel campo della fisica e della chimica, il compito di progettare una sola di tali macchine molecolari — ovvero una singola molecola proteica funzionale — è completamente al di là delle nostre capacità attuali, e probabilmente non sarà realizzabile almeno fino all’inizio del prossimo secolo.

Eppure la vita della cellula dipende dalle attività integrate di migliaia (sicuramente decine di migliaia e probabilmente centinaia di migliaia) di molecole proteiche diverse.

“Evolution: A Theory in Crisis”, Michael Denton (Burnett Books, 1985).

Illustrazioni di David Goodsell / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:2016_Insulin-action.tif,
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:2005_Biosites-cytoplasm.tif, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:2005_Biosites-nucleus.tif).

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